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Muovere gli oggetti con la mente si puņ Stampa E-mail
Scritto da tecnologia.tiscali.it   
domenica 21 ottobre 2007

Una "porta sul cervello" permette a un individuo paralizzato di muovere con il pensiero il cursore su uno schermo, di telecomandare il televisore e anche di usare una mano-robot: si tratta di un'interfaccia uomo-macchina basata su una protesi neuromotoria impiantata nel cervello del paziente. Il successo è riportato in due articoli sulla rivista Nature da John Donoghue della Brown University, Providence e Krishna Shenoy della Stanford University. L'interfaccia, che secondo gli esperti è più efficace di quelle non impiantate nel cervello, è inserita nella corteccia motoria del paziente e i suoi elettrodi captano gli impulsi nervosi e li traducono in comandi.

Il risultato, unico nel suo genere e che per questo si è meritato la copertina della prestigiosa rivista britannica, si deve alla protesi neuromotoria chiamata "BrainGate", porta cerebrale, creata e testata da Cyberkinetics Neurotechnology Systems Inc, un azienda fondata dagli stessi neuroscienziati della Brown University che da dieci anni lavorano a Braingate. Ma il loro progetto a lungo termine e ben più ambizioso: accoppiare BrainGate a uno stimolatore muscolare, sì che il paziente, controllando col pensiero il sistema di stimolazione, possa arrivare a muovere i propri arti di nuovo.

Una lesione spinale interrompe irreversibilmente il collegamento nervoso tra la corteccia motoria, che pianifica e comanda il movimento, e i muscoli che lo eseguono. Prima gli scienziati perlopiù credevano che in seguito alla lesione spinale la corteccia motoria, rimanendo inutilizzata, smettesse di funzionare. Invece i neuroscienziati Usa hanno scoperto che non è così e che i neuroni della corteccia motoria sono in grado di dare segnali anche a distanza di anni dalla lesione spinale. Ed è grazie a questo che può entrare in gioco la protesi neuromotoria, non altro che un dispositivo in grado di registrare i segnali inviati dalla corteccia motoria e di decodificarli in un linguaggio che possa comandare congegni di vario tipo, dal pc al televisore.

Dopo averla testata con successo sulle scimmie i ricercatori hanno impiantato BrainGate nella corteccia motoria di un venticinquenne paralizzato e hanno riportato su Nature i risultati a nove mesi dall'impianto: il ragazzo può, anche mentre parla, muovere il cursore su uno schermo, cambiare canale sulla TV, aprire delle email, usare una mano protesica per dare delle caramelle a un tecnico.

Un traguardo enorme che ora gli scienziati cercheranno di ripetere su un altro individuo, un cinquantacinquenne paralizzato cui hanno appena impiantato BrainGate. Questa interfaccia non fa altro che tradurre in comandi i pensieri del soggetto e, cosa ancora più entusiasmante, lo fa in tempo reale, hanno concluso gli esperti; una volta che si potesse mettere in comunicazione BrainGate non più solo con l'esterno ma con i muscoli del paziente, tramite uno stimolatore questi muscoli potrebbero di nuovo essere comandati dalla corteccia motoria, bypassando il blocco della lesione spinale.
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Ultimo aggiornamento ( domenica 21 ottobre 2007 )
 
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